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La struttura è stata voluta dalla diocesi di N’Dali per la popolazione locale, priva fino ad allora di un ospedale, ed accoglie tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa o etnica, in un clima interculturale e interreligioso che prosegue negli anni e che noi abbiamo potuto apprezzare costantemente.

L’attività dell’ospedale comprende due sale operatorie funzionanti e reparti di pediatria, chirurgia, ostetricia, medicina generale, un laboratorio, la farmacia, la radiologia.
La presenza annuale in ospedale di una missione di Cute Project è di grande aiuto sia per i pazienti sia per i medici locali che stanno acquisendo nuove competenze in materia. Stiamo cercando di costruire all’interno dell’ospedale un Centro permanente per la cura della pelle dedicato a Germana Erba, formatrice culturale torinese che ha ideato a Torino il primo liceo coreutico italiano, che oggi porta il suo nome.

Germana Erba ha sposato fin da subito l’idea che la vera strada da percorrere per autonomizzare qualsiasi realtà è la formazione specifica.
I pazienti, per la maggior parte bambini, provengono dai territori limitrofi all’ospedale, nel dipartimento di Borgou, ma molti pazienti sono giunti anche dalla capitale economica Cotonou e dintorni, in quanto è sempre difficile accedere a questo tipo di cure in tutto il paese. Negli anni abbiamo inoltre accolto pazienti provenienti dalla Nigeria, dal Togo e dal Burkina Faso, stati limitrofi, dove ormai è nota la nostra attività e da dove i medici ci inviano i loro assistititi, proprio per la grande necessità che c’è di questo tipo di chirurgia specialistica e la assenza della possibilità di farsi curare nel proprio paese di origine. Il nostro progetto è di realizzare una sala chirurgica specifica per la chirurgia plastica ricostruttiva – che necessita di strumenti molto particolari – di modo che il personale locale, formatosi con noi negli anni, possa autonomizzarsi nella cura dei pazienti ustionati e con malformazioni operabili con tale tipo di chirurgia (cheloidi, neoformazioni, labio-palato-schisi, dita sovrannumerarie). Durante le missioni in Benin dal 2014 a oggi, in sei anni, sono stati trattati chirurgicamente nell’ambito della chirurgia plastica ricostruttiva 519 pazienti con una permanenza media del team di Cute-Project sul territorio di circa 2 settimane all’anno.

Nel solo 2019 abbiamo visitato più di 150 pazienti e ne abbiamo potuti operare 74. Abbiamo visto che il numero di pazienti da trattare è potenzialmente molto maggiore, e dunque, fornendo le competenze e il materiale necessario, il progetto avrà una grande ricaduta sulla popolazione locale che avrà un centro aperto tutto l’anno come riferimento per questo tipo di patologie. Acquistando lo strumentario specialistico per allestire una sala operatoria all’Ospedale Saint Padre Pio di N’Dali e perseverando nella formazione, possiamo riuscire a creare un polo fondamentale per la cura delle ustioni e dei traumi e delle loro conseguenze relativi alla chirurgia plastica ricostruttiva. In questi anni abbiamo formato il chirurgo Dr Gerard Sorou Agboton, originario del Benin, che attualmente si trova a Cotonou per motivi di studio e ha intenzione, una volta terminati gli studi, di trasferirsi a N’Dali per lavorare nell’ospedale Saint Padre Pio permanentemente.

Ha collaborato a stretto contatto con noi, durante le missioni e dopo, la Dr Arianne Todane, beninese, che vive a N’Dali e lavora presso il Saint Padre Pio in pediatria. Per lei nel 2019 abbiamo stanziato un sostegno economico perché potesse più agevolmente seguire tutto l’anno i pazienti operati durante la missione annuale di Cute Project e selezionare e seguire i pazienti per le prossime missioni. Il personale di sala e di reparto, ognuno per le sue competenze, ha ricevuto formazione specifica in ambito di medicazioni, terapie e gestione pre, intra e post-chirurgica.

Foto della Missione