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News

E luce sia!

 
Grazie! 
Il caschetto che vedete nella foto è una fonte luminosa che permette di continuare a operare anche se la luce “va e non va” come ci succede spesso quando siamo in missione….E’ un regalo in ricordo del grande professore Bruno De Benedetti socio fondatore di Cute Project Onlus.
Ci manchi Bruno, e, come sempre, ci aiuterai a illuminare il nostro operato. 
Ringraziamo anche una famiglia, che vuole rimanere anonima, che ci ha regalato questa pompa siringa.
 
Questo strumento permette di infondere  liquidi o medicamenti nell’organismo del paziente controllando in maniera rigorosa la quantità infusa, come è necessario in alcune procedure particolari.
Un grande abbraccio a tutti i nostri amici e sostenitori.
 
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Intervista Rete 7 per inaugurazione mostra Uganda

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Presentazione del libro Cuty Firephant

L’8 maggio sarà per noi una giornata molto particolare!
Oltre alla bellissima manifestazione Tastuma Tut, www.tastumatut.it, abbiamo un altro evento formidabile lo stesso giorno.
Infatti si svolgerà nella prestigiosa cornice della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino in Via Modane 16, la presentazione del libro Cuty Firephant.
Si tratta di un libro da colorare per i bimbi sulla prevenzione delle ustioni, un modo di imparare giocando.
Inizio ore 17 con presentazione del libro e attività per i bambini.
Venite bimbi a conoscere Cuty e a colorare con noi!

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Intervista ai Kachupa

Parlateci un po’ di voi. Come siete nati? Cosa suonate e che temi affrontate?

La storia dei Kachupa nasce nelle strade, dove facevamo i primi concerti. Girando l’Italia e altri paesi europei abbiamo avuto tantissime esperienze di vita insieme, scoprendo nuove musiche, nuovi artisti incredibili. La nostra visione della musica è partita dallo spettacolo puro e surreale, per arrivare a temi sempre più profondi e a sperimentare con generi sempre diversi. Da band puramente folk siamo così diventati un mix difficile da definire, tendiamo a non avere abitudini e a non darne anche ai nostri ascoltatori. Ci sono sempre sorprese negli arrangiamenti, nella scelta della formazione, degli strumenti. Ci stiamo mettendo molto in gioco come musicisti e la cosa è stimolante. Per assurdo giochiamo molto di più ora che non agli inizi della nostra avventura. I nostri testi sono sempre più rivolti al sociale e alla nostra interiorità, cerchiamo di parlare del presente anche in canzoni che sembrano semplicemente canzoni d’amore. Vogliamo cantare l’amore a un livello più alto, senza far mancare energia e forza di contenuti.


Come è nata la canzone voglio sognare? (anche in termini musicali…)

La canzone è nata da un’idea di Mauro Borra, da sempre collaboratore dei Kachupa e coautore di alcuni nostri brani, che è rimasto molto colpito da Cute Project e dalla sua attività medica in zone difficili del nostro pianeta. Qualche mese fa ci portò il suo provino, pianoforte e voce, e decidemmo di sviluppare l’arrangiamento Di sicuro ci siamo sentiti molto partecipi emotivamente. Non sapevamo nemmeno se usare questo brano nel disco, dati i temi che affrontava, più grandi di noi. C’era il timore di peccare di presunzione. Ascoltandolo però ci sembrava così in linea col nostro pensiero e musicalmente così convincente, che alla fine l’abbiamo inserito nell’album. Il suo messaggio era troppo importante per noi, ci siamo affezionati a quelle note e le abbiamo sentite sempre più nostre. Abbiamo usato un arrangiamento più vicino all’indie rock, che si allontanasse dalla classica ballata, perché in questo progetto c’è molta dolcezza, ma anche tanta forza e testardaggine. Quella forza che non fa più pensare alla proprie paure e riesce a cambiare davvero le cose, a fare la differenza.


Come è nata la collaborazione con Cute Project?

Cute project è parte della vita di molti medici e volontari che cercano di migliorare la vita in zone molto disagiate del pianeta. In Africa hanno cambiato completamente la storia personale di tantissimi malati, che ora possono condurre una vita normale. È un progetto che ci è stato presentato anni fa da Eva Mesturino, una nostra amica e sostenitrice, oltre che medico attivo in Cute Project. La sua famiglia si occupa da sempre di spettacolo, teatro e musica, quindi non è stato difficile incontrarsi. Si è subito appassionata al nostro vissuto musicale e personale. Essere amati da persone con un cuore così grande è il migliore riconoscimento per noi. Ci siamo da sempre battuti per dare uguali diritti alle popolazioni più sfortunate e questo progetto è davvero attivo ed efficace, in un mare di progetti in cui si chiacchiera soltanto e si sensibilizza solo con le emozioni più banali. Speriamo di riuscire presto a visitare una delle strutture dove operano  in Africa, una terra che per noi ha da sempre un fascino enorme.


So che avete utilizzato, se ho ben capito, un tipo speciale di arrangiamento..di cosa si tratta?

Abbiamo usato un arrangiamento che trasmettesse forza e positività, perché il progetto è nato per rendere migliore una piccola parte di mondo. Per questo non abbiamo usato una tonalità minore, più emotiva ma anche malinconica. La ritmica nella canzone è molto presente, poche persone si aspettano un inno così energico per una Onlus in cui i momenti difficili la fanno da padrone. Ma è nelle difficoltà che traspare la forza di queste persone, il nostro è un modo per rendere più epico ogni loro piccolo gesto. Quei piccoli gesti quotidiani di cui parliamo nelle nostre canzoni e che racconteremo nel nostro tour, in giro per l’Italia e l’Europa, durante un’estate che si prospetta davvero piena di emozioni.

 

Grazie Cute Project, siamo onorati di far parte del vostro mondo!

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